Lo spettacolo a Lonato

Lo spettacolo a Lonato

Grande partecipazione e grandi emozioni allo spettacolo di Lonato (19 settembre) che è andato bene visto che chi ha collaborato ha dato il meglio di sé, sensibilizzando il pubblico su diversi aspetti, sia delle immunodeficienze che sulla collaborazione di gruppo in esse, a scopi umanitari.

Anche una gradita sorpresa nella rappresentazione della serata inviata da uno dei partecipanti

Grande confusione sul palco della vita.

L'AIP mi coinvolse alcuni anni fa grazie al sorriso di quella che allora era poco più di una ragazzina. Lo confesso, non sapevo nulla di cosa significasse quella sigla e nemmeno conoscevo l'esistenza di una simile sindrome. Entrai senza rendermene conto in quel mondo fatto di difficoltà, molte, di problemi, tanti, di persone meravigliose per quel loro modo dignitoso di affrontare i continui problemi che una malattia tanto sleale regala, ognuna con il suo carico di problemi, ognuna con una storia da raccontare. Il mondo, per loro, ruotava attorno, oltre alle normali difficoltà quotidiane della vita, ai piccoli pazienti e a quella malattia perversa. Mi trovai inghiottito in un mondo, quello dell'AIP, dove il sorriso, la speranza, la volontà di farcela, aveva preso il soppravvento allo sconforto, alla tristezza, alla delusione. Le persone parevano pervase da un entusiasmo quasi inspiegabile, un'energia positiva e contagiosa. Era bastato un sorriso, il sorriso, di chi convive con mille difficoltà ogni istante della propria vita, per regalarmi un'opportunità straordinaria: capire che l'indifferenza non aiuta a essere persone migliori. Quel sorriso improvvisamente era diventato per me un'occasione. Trovarsi sopra a un palco un sabato sera, quello del teatro di Lonato del Garda, in compagnia di artisti talentuosi, musicisti, attori, con i medici che raccontano il lavoro svolto dall'AIP, dai volontari dell'associazione, dai genitori, dai ragazzi affetti da ip, è un'emozione complice. C'era gran confusione su quel palco, ma come nella vita tutto si svolgeva secondo un copione inesistente ma collaudato e una regia sconosciuta e misteriosa. Lo spettacolo. Il pubblico, gli applausi. Tutto perfetto, grandi professionisti gli artisti lassù. Ancora una volta il lavoro dell'AIP aveva acceso i riflettori sopra a un mondo oscuro. Per un istante l'indifferenza aveva lasciato il posto alla partecipazione. Una serata teatrale ricca, interpretata da decine di artisti che hanno contribuito alla riuscita dello spettacolo promosso dai volontari dell'AIP. Una serata divertente, fatta di momenti emozionanti, di risate senza freni, di talenti musicali, una serata, dove, per un istante, i problemi della vita sono stati dimenticati. Tre ore, tanto è durato l'evento. Tre ore di grande coinvolgimento per un pubblico che ha partecipato attivamente sino all'ultima battuta. Battuta di chiusura che toccava a me recitare. Parole che dovevano servire a dare un significato alla serata, a ricordare di quanto lavoro, impegno, medici, volontari, amici e familiari, profondono a favore dell'AIP per il raggiungimento dei suoi obiettivi. E tutto questo è accaduto per quel sorriso, che quel giorno di alcuni anni fa, illuminò il mio orizzonte. Moses Soon

Moses è un volontario che ha contribuito allo spettacolo con questa poesia: La bellezza degli ultimi. Altre istantanee dello spettacolo.

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