Esperienza di fornitura farmaco di fascia H

Esperienza di fornitura farmaco di fascia H

I pazienti affetti da Immunodeficienza primaria (codice di esenzione RCG160) a carico dell’immunità umorale devono essere sottoposti, per tutta la vita, a terapia sostitutiva con Immunoglobuline. Tale terapia può essere effettuata presso gli Ospedali per via endovenosa (IVIG) o al domicilio del paziente con le immunoglobuline per via sottocutanea (SCIG) grazie alla recente disponibilità di questi prodotti con grandi vantaggi economici (non è più necessario il ricovero) e di qualità di vita per i pazienti.

Alcuni pazienti seguiti presso la U.O.S. di Immunologia pediatrica della Clinica De Marchi della Fondazione Policlinico IRCCS (Responsabile Prof.ssa M. C. Pietrogrande) sono passati a questa somministrazione con nette diseguaglianze tra i residenti a Milano e quelli delle zone limitrofe per quanto riguarda l’approvvigionamento del farmaco.

Per ogni paziente è stata preparata dal Medico responsabile una relazione clinica  per la ASL di appartenenza con relativa Scheda per la prescrizione dei farmaci per malattie rare (Piano terapeutico), ma mentre per i pazienti afferenti alla ASL di comuni periferici il farmaco di fascia H è sempre stato fornito direttamente dalla Farmacia della ASL di appartenenza , senza nessuna difficoltà, per alcuni addirittura consegnato a domicilio, per i residenti a Milano la procedura è stata molto più complicata.

Per i residenti a Milano infatti il farmaco di fascia H deve essere fornito dall'Ospedale stesso. Questo comporta una procedura più lunga: il paziente deve avvisare il Medico dell’Ospedale della data in cui ha bisogno del farmaco, il Medico ordina il farmaco in Farmacia con procedura File F, il Farmacista dell’Ospedale ordina il Farmaco alla Ditta produttrice. Quando il farmaco arriva viene consegnato al Medico (e non al paziente), il quale a sua volta deve avvertire il paziente, che va finalmente in Ospedale a ritirarlo.

Aip Onlus ha quindi denunciato questa lungaggine burocratica, in occasione di un incontro tra le Associazioni e il Direttore Generale della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, Dr. Luigi Macchi, organizzato dalla Fondazione stessa per una opportunità di ascolto reciproco. Il dottor Macchi, si è subito reso disponibile a risolvere il problema e, in meno di un mese, ha pianificato un incontro con il referente di AIP Milano, Daniela Turri, e tutti gli operatori coinvolti nell’iter di approvvigionamento e di distribuzione del farmaco. La tenacia e il dinamismo di Daniela, unita alla volontà del Dottor Macchi di far chiarezza in un iter farraginoso, è confluita già dallo scorso mese nella soluzione che la famiglia del paziente interessata più desiderava: il contatto diretto tra chi necessita il farmaco e chi ha il compito di fornirlo. Anche per i residenti a Milano, sarà l’ASL di competenza ad occuparsi della fornitura del farmaco presso il domicilio del paziente.