Situazione sulla sicurezza e disponibilità delle immunoglobuline
1. Situazione generale
Fattori della coagulazione, albumina e immunoglobuline sono i tre principali prodotti ricavati dal frazionamento del plasma.
I fattori della coagulazione e l’albumina hanno da sempre rappresentato i principali prodotti di questo frazionamento, ma, negli ultimi anni, si sta verificando un cambiamento nel mercato di questi prodotti.
Per quanto riguarda il trattamento dell’emofilia, l’introduzione di prodotti ricombinanti (sintetici), ha portato ad un netto calo nell’impiego dei fattori VIII e IX derivati da plasma umano, mentre, grazie all’uso di farmaci diversi, è andato diminuendo l’utilizzo dell’albumina.
Oggi, pertanto, le immunoglobuline rappresentano il prodotto leader derivante dal frazionamento del plasma.
Questo vuol dire che il costo di produzione viene a incidere prevalentemente sulle immunoglobuline, che rischiano di subire una sensibile lievitazione dei prezzi e che il ruolo di “controllore” e di interfaccia con istituzioni e produttori, svolto finora con competenza ed efficacia dalle forti associazioni degli emofilici e dei politrasfusi verrà d’ora in poi sempre più a cadere sulle nostre “inesperte” spalle.
2. Sicurezza
Negli anni 70 il maggior rischio di contagio da trasfusioni era rappresentato dal virus dell’epatite B (HBV). Problemi ben maggiori di trasmissione dell’HIV attraverso le trasfusioni di sangue si sono avuti a partire dagli anni 80, così come agli inizi dei ’90 un nuovo virus molto resistente identificato come HCV (epatite C) è risultato responsabile di numerosi casi si infezione.
Ad esclusione dell’HCV, che ha infettato attraverso le IVIG centinaia di pazienti con immunodeficienza primitiva in tutto il mondo, i più colpiti da infezioni come epatite B e AIDS per terapie trasfusionali sono stati i talassemici e gli emofilici, mentre i processi di lavorazione delle immunoglobuline e dell’albumina hanno fatto da filtro per virus come l’HBV e l’HIV, salvaguardando cosi “fortunatamente” questi pazienti dal contagio.
Attualmente le leggi sul controllo degli emoderivati (sia nazionali sia europee) sono molto severe. Prevedono, infatti, una serie di controlli sui donatori e sui pool di sangue utilizzati per la produzione di emoderivati mediante tecniche di amplificazione genica (NAT testing) e metodiche di inattivazione e rimozione virale nei processi di produzione.
Allo stato attuale delle conoscenze, le immunoglobuline possono considerarsi sicure per quanto riguarda i virus conosciuti. Per quanto attiene “nuovi” virus, le tecniche di rilevazione di possibili agenti infettivi e i processi di produzione non sono mai stati ritenuti così affidabili.
(Secondo dati dell’FDA, non si conoscono casi di trasmissione di HBV, HCV o HIV -da emoderivati con Licenza US- da quando sono stateintrodotte le procedure di inattivazione virale -1996-)
Va comunque evidenziato che la cosa importante è che le regole siano rispettate e il livello di guardia non va mai abbassato.
3. Disponibilità
Si sta verificando un crescente utilizzo di IVIG ad alte dosi (per patologie diverse dalle immunodeficienze primitive), in alcuni casi prima ancora che l’efficacia sia stata scientificamente provata o senza specifica indicazione dell’OMS. L’utilizzo così detto “off label” trova maggiore impiego nelle malattie neurologiche, auto-immuni, fertilità /aborto spontaneo, infezioni da HIV nell’adulto, asma, emorragie, ecc.
Come conseguenza la domanda di IVIG è aumentata notevolmente, mentre la risposta produttiva non sembra essere così celere.
C’è inoltre da tenere in considerazione una diminuzione della materia prima, a causa di :
- calo delle donazioni a livello internazionale (pare attorno al 10% solo negli USA - che forniscono il 50% del fabbisogno europeo di emoderivati)
- scarti conseguenti ai maggiori controlli effettuati sia sui donatori sia sui pool di sangue.
- misure precauzionali nei confronti della Encefalopatia Spongiforme Bovina (BSE o morbo della mucca pazza – vedi punto 4.)
Negli USA, alla fine del 1997 si è verificata una terribile carenza di immunoglobuline con conseguenze drammatiche per i pazienti con immunodeficienza primitiva.
Secondo dati IDF, l’associazione sorella negli USA, la scarsità di IVIG ha avuto i seguenti effetti negativi:
- 80% dei pazienti ha riscontrato problemi nell’ottenimento delle IVIG (i pazienti con immunodeficienza primitiva negli USA sono circa 20.000), di questi il 56% ha riportato seri problemi di salute, incluso:
- infezioni e malessere
- reazioni avverse a nuove marche di IVIG
- polmoniti, bronchiti e infezioni polmonari
- Aumento ospedalizzazione
- Crisi degli Istituti della Sanità Pubblica
- Aumento dei prezzi delle immunoglobuline
- Interesse dei produttori US verso nuove marche di IVIG (es. prodotti europei - si prevede che nel già 2001 Grifols (Spagna) e Octapharma (Austria) otterranno la licenza US dall’FDA - estremamente rischioso per noi perché le case europee potrebbero privilegiare le vendite al mercato americano dove i prezzi delle IVIG sono molto più elevati, con conseguente abbassamento della disponibilità in Europa).
In Europa la crisi di disponibilità non si è sentita, né, al momento, ci sono indizi di scarsità di immunoglobuline, ciò non toglie che l’esperienza insegna ed una attenta vigilanza diventa obbligatoria.
4. New Variant CJD
La malattia di Creutzfeldt-Jacob (CJD) è la variante umana della Encefalopatia Spongiforme Bovina (BSE o morbo della mucca pazza).
E’ causata da un prione, non da un agente virale, pertanto non produce risposta immunitaria e la diagnosi è possibile solamente con l’autopsia.
La sorveglianza della malattia di Creutzfeldt-Jacob in Italia ha avuto inizio nel 1993 nell’ambito di un progetto europeo teso a identificare eventuali cambiamenti nell’incidenza e delle manifestazioni cliniche della CJD in seguito alla epidemia di BSE nel Regno Unito.
Lo studio europeo ha individuato, nel corso del 1996, dieci casi affetti da una nuova variante della CJD (vCJD) nel Regno Unito (oggi sono un centinaio). Questa si differenzia dalla forma classica per un esordio precoce, una lunga durata clinica della malattia e caratteristici sintomi di esordio rappresentati da disturbi comportamentali, modificazioni della personalità e depressione.
Gli studi effettuati hanno dimostrato che la vCJD, ma non la forma classica, è da attribuire all’agente della BSE.
Sebbene sia probabile che l’infezione sia avvenuta attraverso la via alimentare, non si può ancora escludere l’esistenza di altre modalità di trasmissione. Non si conoscono casi di vCJD in Italia. (dati dell’Istituto Superiore Sanità) –
La rivista scientifica The Lancet ha appena pubblicato una “research letter” sulla BSE. Dalle ricerche effettuate risulterebbe che la CJD potrebbe essere trasmessa per via trasfusionale.
I ricercatori hanno trasfuso sangue da pecore infette asintomatiche in pecore sane. Una delle 19 pecore trasfuse ha mostrato segni della malattiadopo 610 giorni. (The Lancet, 2000, 356:999-1000 – Houston, Foster, Chong et al.)
In seguito a quanto pubblicato dal The Lancet, l’associazione europea dei produttori di plasmaderivati (PPTA-Europe) ha rilasciato una dichiarazione in cui precisa che nonostante siano preliminari, i risultati dovrebbero essere seriamente considerati, ma che comunque ad oggi non c’è alcuna evidenza di trasmissione della vCJD attraverso trasfusioni di sangue umano. (vedi www.plasmatherapeutics.org/newsroom)
Importanti dati che dimostrano l’efficacia del processo di frazionamento nella rimozione di agenti trasmissibili di encefalopatia spongiforme (TSE) sono stati presentati lo scorso maggio in un workshop organizzato dall’EMEA, l’Agenzia europea per la valutazione dei medicinali (vedi http://eudraportal.eudra.org)
A seguito delle epidemie del morbo della mucca pazza nel Regno Unito e più recentemente in Francia e Germania, severe misure preventive sono state adottate in molti paesi:
- In Gran Bretagna, dal marzo 1998, è bandito l’uso del plasma prodotto in patria.
- Stati Uniti e Canada, Nuova Zelanda, Australia seguiti da Francia, Germania, Svizzera e dallo scorso mese di novembre anche dall’Italia, hanno vietato l’impiego di sangue da donatori che hanno soggiornato nel Regno Unito per oltre 6 mesi (Francia 1 anno) negli anni dal 1980 al 1996.
- Sono attese decisioni sull’uso del sangue nazionale in Francia, mentre le autorità sanitarie in Luxemburgo hanno già disposto la sospensione dell’uso delle immunoglobuline Telegine di produzione francese sostituendole con le GammagardSD della Baxter (sono a rischio anche Portogallo e Germania)
Il rischio di trasmissione via sangue è considerato solo “teorico” e le rigide misure di sicurezza adottate “precauzionali”.
La gravità e la poca conoscenza della malattia giustificano qualsiasi dubbio, ma bisognerebbe poter fare un bilancio tra un rischio teorico (sicurezza) e un rischio concreto (insufficienza) degli emoderivati. Che cos’è più grave?
5. Conclusioni
Le immunoglobuline offrono oggi maggiori garanzie di sicurezza rispetto al passato, ma il rischio zero, trattandosi di materiale biologico non può esistere. Oltre alle incognite legate alla trasmissibilità della nuova variante CJD, l’aspetto forse più preoccupante al momento, e che richiede il massimo livello di attenzione, è il rischio di insufficienza. I principali fattori che incidono sulla disponibilità delle immunoglobuline sono:
- disponibilità di plasma
- aumento della domanda
- prezzo
6. Che cosa fare?
- Instaurare rapporti con le Istituzioni (Ministero della Sanità, ISS, Regioni e Organi Regolatori)
- Rappresentare i pazienti con immunodeficienza primitiva in seno alla commissione nazionale del piano sangue ed emoderivati. (presentare domanda al Ministero della Sanità di entrare a far parte della commissione)
- Mantenere rapporti stabili di scambio di informazioni con le Società Scientifiche di immunologia
- Dialogare con altre associazioni di pazienti utilizzatori di emoderivati (es. Emofilici, Politrasfusi, Talassemici ecc.)
- Mantenere uno scambio di informazioni a livello internazionale (IPOPI – EPPIC)
- Incentivare le donazioni di sangue
- Individuare un medico esperto sui problemi del sangue, quale consulente fiduciario
- Promuovere, tramite il Ministero della Sanità o gli organi competenti, campagne informative rivolte ai medici affinché limitino le prescrizioni di immunoglobuline ai casi di accertata efficacia e necessità, al fine di evitare inutili “sprechi”
- Mantenere i contatti con le principali società produttrici che operano in Italia e le associazioni di categoria nazionali ed internazionali (Farmindustria, PPTA, ABRA)
Dicembre 2000
Come socio ordinario per sostenerci e partecipare ma non sai come fare? Scarica il modulo di iscrizione
La legge finanziaria n. 266 del 23 dicembre 2005 prevede per il 2008 la possibilità di devolvere il 5 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche ad enti di volontariato ed Onlus, per saperne di più